Trasmettere informazioni ed emozioni usando la tecnologia. Preparati a una professione che è anche una missione sociale. Il “communication designer” deve parlare al cuore e alla mente delle persone. Usando i più avanzati strumenti tecnologici e multimediali. Con una precisa responsabilità nei confronti del pubblico da “formare” e “informare”. Ecco perché il percorso di studio abbina insegnamenti teorici e laboratori dedicati al design e alle discipline tecnologiche, a studi di scienze umane. Trovi sbocco in azienda o agenzia, come graphic o interaction designer. Fino ad art director, direttore di user experience, o manager della comunicazione.

Questo percorso forma “communication designers”. In un mondo sempre più basato sulla condivisione delle informazioni il ruolo del designer della comunicazione è essenziale in quanto progettista che dà forma visibile al sapere. Sa come rendere comprensibili le informazioni dando loro un tono emozionalmente appropriato e, basandosi su un bagaglio di valori e significati socialmente condivisi, comunicarle in una forma che parli alla mente e al cuore. Il clasVEM si occupa di tutti i principali strumenti attraverso i quali le conoscenze e le informazioni sono condivise. Tra queste l’editoria (Venezia vanta un’antica tradizione editoriale), il cinema, il video (il festival di Venezia è tra i più importanti a livello mondiale) e i media interattivi (clasVEM vanta uno tra i primi corsi di interaction design in Italia). Il clasVEM crede nell’apprendere facendo. I laboratori e workshop tra cui uno studente può scegliere sono dedicati a studi di tipografia avanzata, design editoriale, design dell’informazione, video documentario, interaction design per lo schermo, installazioni interattive, stimolando un approccio creativo e innovativo.
Il clasVEM crede anche nell’imparare pensando. L’ampia offerta di corsi teorici, seminari e conferenze è strutturata per stimolare le capacità di analisi critica, originalità di pensiero e la capacità di un confronto libero.

 

docenti e corsi

  • Emanuele Arielli
  • Marco Bertozzi
  • Enrico Camplani
  • Massimiliano Ciammaichella
  • Aldo Cibic
  • Antonio Costa
  • Gillian Crampton Smith
  • Marco De Michelis
  • Katerina Dolejsova
  • Luigi Di Prinzio
  • Vittorio Girotto
  • Carlo Grassi
  • Massimo Magrì
  • Roberto Masiero
  • Davide Riboli
  • Raimonda Riccini
  • Davide Rocchesso
  • Ludovica Scarpa
  • Leonardo Sonnoli
  • Philip Tabor
  • Camillo Trevisan
  • Angela Vettese
  • Cinema documentario e sperimentale
  • Cinema e arti visive
  • Design Editoriale
  • Design dell'informazione
  • Tipografia avanzata
  • Interaction design per applicazioni mobili
  • Interaction design per ambienti interattivi
  • Interazioni digitali per il teatro
  • Linguaggio del video
  • Nuove visioni
  • Psicologia della percezione
  • Psicologia dei processi cognitivi
  • Sistemi di elaborazione dell’informazione
  • Sociologia dei processi culturali e comunicativi
  • Storia dell'arte e dell'architettura
  • Storia delle comunicazioni visive
  • Storia dell'innovazione tecnologica
  • Tecnologie digitali
  • Tendenze dell'architettura contemporanea
  • Teoria e critica dell'arte contemporanea
  • Teorie dell’interazione
  • Teorie e Tecniche di comunicazione e trattativa
  • Teorie e tecniche della rappresentazione

I laboratori e workshop sono caratterizzati da un numero limitato di studenti: questo permette un alto livello di qualità progettuale grazie al rapporto stretto fra docenti, assistenti e studenti che, lavorando insieme, producono in modo efficace. Il programma coinvolge diversi professori stranieri e una buona parte dei laboratori sono tenuti in inglese. Gli studenti italiani con una buona preparazione dalla scuola secondaria, ritengono che questa esperienza consenta loro di usare la lingua inglese in una situazione reale; tutti migliorano in modo significativo e molti acquisiscono un’ottima competenza linguistica. Nel primo anno gli studenti seguono un percorso di corsi teorici e laboratori di grafica o di interaction design, A gennaio e a giugno possono scegliere fra diversi workshop intensivi. Nel secondo anno possono scegliere più liberalmente fra i laboratori. Alla fine del percorso didattico gli studenti producono un progetto di tesi: è un lavoro individuale che occupa dai sei ai dodici mesi e ha lo scopo di sviluppare una ricerca o progettuale o storico-critico nell’ambito del design della comunicazione visiva o di interaction design. L’anno scorso docenti ospiti sono stati i designer dello studio Julia (Londra), Katerina Dolejsova (Praga), Luciano Perondi (Italia), Till Nagel (Potsdam Technical University), Yaniv Steiner (Nasty Pixel, Ivrea), Vinay Ventrakamen (Copenhagen Institute of Interaction Design), Tomas Ness, Stephan Thiel, Steffen Klaue (Berlino).

risultati

La didattica mira a formare designer competenti. I laureati possono esercitare la professione nelle agenzie di design o in organizzazioni, trovano impiego nelle imprese, in centri studi e ricerche, nell’organizzazione culturale e nella divulgazione del design o come liberi professionisti. Dopo qualche anno di esperienza il ricco bagaglio culturale che fornisce la laurea consentirà loro di ricoprire anche il ruolo di art director, direttore della comunicazione, interaction design strategico o design manager.
Recentamente studenti di questo percorso hanno vinto premi internazionali e nazionali, fra cui Adobe Student Achievement awards, D&AD di Londra, Lucky Strike T Designer Award, Sanyo Young Designer Awards. I laureati magistrali in design possono accedere al dottorato di ricerca. Laureati clasVEM oggi lavorano a Frog (Milano), Experientia (Torino), Fjord (Helsinki e Madrid), Google Android (Mountain View), IDEO (San Francisco), Nokia Design (Londra) Sole 24 Ore (Milano). Laureandi di interaction design hanno l’opportunità di stage in aziende in Italia e all’estero.