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Ricerche del Dpa
MUCELLI GIOVANNI
Sezione tematica di riferimento:
TECNOLOGIE DEL PROGETTO SOSTENIBILE
Titolo del programma di ricerca:
INNOVAZIONE TECNOLOGICA PER IL COSTRUIRE TEMPORANEO SOSTENIBILE
Durata prevista: 1 anno
Programma di massima:
Premessa
Il tema proposto nasce da alcune riflessioni che sono emerse, già da alcuni anni, sull´architettura della temporaneità.
Questa nostra epoca è percorsa da mutamenti e trasformazioni continue e incontrollate, che determinano instabilità nei comportamenti e nei modi d´uso dello spazio. Le innovazioni tecnologiche, lo sviluppo della tecnologia delle comunicazioni, ma anche le condizioni di flessibilità strutturale dell´economia, hanno cambiato gli stili di vita e le esigenze dell´utenza, da bisogni semplici si è passati a bisogni complessi, sempre più articolati e diversificati. Lo scenario sociale e culturale delle nostre città sta cambiando rapidamente con usi abitativi e modelli culturali a volte profondamente diversi da quelli preesistenti.
Il tempo e lo spazio classico (assoluto), lo spazio-tempo moderno (relativo) sono stati sostituiti dallo spazio-tempo-informazione, dinamico, privo di dimensione, simultaneo, questa accelerazione del tempo coinvolge tutti i settori della vita contemporanea, nel 1986 Dino Formaggio affermava che la cultura oggi, non è più una cultura dell´essere ma una cultura del divenire, una cultura della dinamicità. Se dinamismo è dunque cambiamento nel tempo, che posizione o che ruolo potrà assumere l´architettura rispetto a queste reali necessità di trasformazione ed evoluzione continua?
L´architettura è sempre stata oggetto passivo di modificazioni, nelle sue forme, funzioni e materiali a seconda del contesto geografico, temporale, sociale, economico, culturale in cui si trova e ha visto trasformare, più o meno rapidamente, gli elementi costitutivi del costruire (forme, tecniche e materiali).
L´architettura, oggi, sta cercando di adeguarsi alla velocità di cambiamento dei processi di fruizione infatti, il tema della flessibilità degli edifici si pone oggi con rinnovata evidenza, in uno scenario in cui il tempo di funzionamento di uno spazio costruito si riduce sempre più, mentre sempre più spesso si è chiamati a trasformare e ri-progettare l´esistente. D´altronde, l´approccio progettuale più diffuso è ancora segnato da un approccio funzionalista, in cui ogni ambiente viene progettato e dimensionato e realizzato per un uso specifico che poco si appresta ad accogliere funzioni o attività diverse da quelle per cui è stato pensato. L´architettura, come fenomeno dinamico e in divenire, interessa attualmente le grandi strutture, dove il concetto di neutralità funzionale permette la flessibilità dello spazio e di adattarsi a diverse funzioni.
Se, quindi, l´architettura viene concepita come un fenomeno in continua evoluzione risulta probabilmente necessario assumere la dimensione temporale come un elemento di progettazione, è una scelta a priori che presuppone di considerare, necessariamente, pur allo stato embrionale, i paradigmi del prossimo futuro. D´altra parte se progettare significa (da proicere) «gettare avanti», prevedere e guardare al futuro, risulta evidente che in quest´ottica, il progetto di architettura, per essere adeguato all´attuale societ´ dinamica, dovrà assumere in essere un sistema aperto alle differenti possibilità evolutive, alle modificazioni nel tempo.
Campo d'indagine e obiettivi
Ricerche sistematiche del quadro esigenziale temporaneo: da quadro statico a dinamico sono già state eseguite nell´ambito dell´architettura provvisoria d´emergenza, si tratta di dimostrare, partendo dalle esperienze fatte, se questi sistemi (nelle loro accezioni, formali, costruttive e funzionali) siano trasferibili all´intero ambiente costruito, pur sapendo che la scala dimensionale è diversa e i problemi sono più complessi ma confidando delle nuove possibilità offerte dall´innovazione tecnologica.
Gli obiettivi specifici della ricerca saranno quindi il tentativo di risposta alle seguenti domande.
Quali sono i limiti tecnologici e costruttivi entro i quali le trasformazioni/mutazioni possono aver luogo?
Il progetto d´architettura, già nella fase d´ideazione, (programmazione e definizione) deve saper definire le componenti stabili del sistema e al contempo prevedere le variazioni possibili o prevedibili?
In quale modo e con quali dispositivi (tecniche costruttive e materiali) si possano inserire in work in progress le variabili che siano in grado di far mutare il progetto adattandolo nel tempo alle nuove condizioni dell’abitare?
In altre parole, la definizione di alcuni parametri di riferimento attraverso i quali istruire dei criteri di scelta per stabilire nella fase ideativa e metaprogettuale le condizioni e i limiti costruttivi di “contaminazione” nell´edilizia "permanente" di sistemi costruttivi con caratteristiche di flessibilità e condizione temporanea, in relazione all´attuale offerta tecnologica.
Collaboratori non docenti
Claudia Tessarolo, dottoranda in tecnologia dell´architettura XX° ciclo Università di Ferrara.
Amedeo Squarzoni, dottorando in tecnologia dell´architettura XXII° ciclo Università di Ferrara.
Collegamenti possibili con altri Dipartimenti o Atenei:
TAeD- Dipartimento di tecnologie dell´architettura e design "Pier Luigi Spadolini" – Università degli Studi di Firenze.
Scheda biografica:
Architetto, Dottore di ricerca in Tecnologie dell´Architettura, è ricercatore in Tecnologia dell´Architettura presso lo IUAV dove svolge attività di ricerca e di docenza per le materie tecnologiche. Membro della collegiale del Dottorato in Tecnologia dell´Architettura dell´Università degli Studi di Ferrara. Si occupa di procedure di controllo della qualità del sistema tecnologico, del recupero e valorizzazione degli scarti del settore edilizio e di sostenibilità dei sistemi costruttivi. È autore di oltre cinquanta pubblicazioni a carattere scientifico e didattico.
Riferimenti autobiografici:
G. Mucelli, Dalla consuetudine all’emergenza: la presenza silenziosa dei materiali riciclati, sta in Cap. 6 “I prodotti dell’innovazione” in Sulle tracce dell’innovazione. Tra tecnice e architetture, N. Sinopoli, V. Tatano (a cura di), Franco Angeli, Milano 2002.
G. Mucelli, Nati per essere smontati: gli edifici effimeri, una risposta al costruire sostenibile?, sta in “Il contributo dell’innovazione tecnologica” in Costruire sostenibile. L’Europa, AA.VV., Allinea Editrice, SAIE, Firenze, ottobre 2002.
G. Mucelli, I paradigmi di un nuovo costruire: progettare in funzione del ciclo di ritorno, sta in “Strumenti e metodi per la valutazione dell’ecompatibilità dei processi di riciclaggio”, in Riciclare in architettura. Scenari innovativi della cultura del progetto, V. Gangemi (a cura di), CLEAN Edizioni, Napoli 2004.
Produzione scientifica recente:
- G. Mucelli, Edilizia residenziale: un panorama innovativo?, sta in "Tecniche e materiali", in Abitare il futuro. Città, quartieri, case, AA.VV., BE MA Editrice, Milano 2005.
- G. Mucelli, La sostenibilità dei prodotti edilizi: strategie operative, sta in Strategie di architettura per la sostenibilità 2005, multimediale, Brixia Expo IUAV, 2005.
- G. Mucelli, (coautore), Guida alle novità del SAIE 2005, Bologna Fiere, ottobre 2005.
- G. Mucelli, L’emergenza sostenibile, sta in "Nord Est vs Emergenza: il possibile contributo delle aziende", in Architetture ConTemporaneità, Emergenza del Progetto, Progetto dell´Emergenza, R. Bologna, C. Terpolilli (a cura di), Federico Motta, Milano 2005.
- G. Mucelli, (con N. Sinopoli, R. Cianchetti), Iuav Programma di valutazione della dis assemblabilità dei sistemi costruttivi degli edifici, sta in "Università Iuav di Venezia", in Architetture ConTemporaneità, Emergenza del Progetto, Progetto dell´Emergenza, R. Bologna, C. Terpolilli (a cura di), Federico Motta, Milano 2005.
- Partecipazione su invito al tavolo di lavoro Sostenibilità edilizia tra costo generalizzato e ciclo di vita, Brixia Forum 2006 "Futuri Sostenibili". Dibattito pubblicato in "Corso di Laurea Specialistica in Architettura per la Sostenibilità", Facoltà di architettura IUAV, DVD 2006.
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